Al momento stai visualizzando Alto Novarese Vergante – Monte Barro da Crabbia (giro ad anello)
Monte Barro e cascata del Pescone

Descrizione

Quota iniziale : 361 m
Quota finale: 641 m
Dislivello: 585 m comprese le perdite di quota
Distanza totale A/R: 11,90 km
Tempo: 3:30 h escluse le soste

L’uscita di oggi ci porta sulle sponde del bellissimo Lago d’Orta. Si tratta di un giro ad anello che con partenza da Crabbia frazione di Pettenasco provincia di Novara ci porta in vetta al Monte Barro (detto anche Monte Crabbia) per poi scendere verso Pratolungo, dirigerci verso Pescone per una tappa alla omonima cascata, proseguire poi per Agrano per una visita alla “Morta di Agrano” e rientrare a Crabbia lungo il Sentiero Arancione (n.2).

L’intero giro non presenta nessuna difficoltà ed è adatto a tutti con un minimo di allenamento. Come di consueto per le nostre escursioni, l’itinerario può essere accorciato in presenza di bimbi piccoli o poco allenati fermandosi alla croce di Crabbia, bellissimo punto panoramico sul lago, rientrando per lo stesso sentiero della salita limitando così il dislivello a 300 metri circa e 2,2 chilometri.

Lasciata l’auto nel parcheggio gratuito di Piazza Pertini di fronte alla chiesa di San Martino a Crabbia, imbocchiamo il sentiero 3 (sentiero azzurro) che parte a sinistra della chiesa. Dopo un centinaio di metri su asfalto svoltiamo a destra su Via ai Monti che in breve diventa sterrata. L’indicazione dà 1 ora per il Monte Barro.

Saliamo rimanendo sul percorso principale indicato da innumerevoli cartelli fino ad arrivare dopo circa 20 minuti ad un incrocio a T. Svoltando a sinistra si sale in vetta con un percorso più lungo ma meno ripido mentre svoltando a destra il percorso è più corto ma più ripido.

Decidiamo per quest’ultima soluzione e imbocchiamo la sterrata che prosegue in piano fino ad arrivare all’inizio di un evidente sentiero che sale sulla sinistra.

Iniziamo la salita nel bosco e in un quarto d’ora raggiungiamo lo sperone di roccia chiamato “muntagnin dal zicar”, dove il Gruppo Alpini ha posto una grossa croce e una bandiera (50’ dalla partenza).

La vista da qui, anche se siamo solo a poco più di 600 metri, è meravigliosa sia verso il Lago d’Orta che verso l’abitato di Armeno. Questa può essere la meta per i più piccoli che possono fermarsi qui per una merenda con vista.

Dopo le foto di rito riprendiamo il cammino seguendo il sentiero n.4 verso nord. Dopo una breve perdita di quota intersechiamo la strada più lunga che sale a sinistra da Crabbia e che avevamo ignorato più sotto. Proseguiamo dritto per un centinaio di metri fino a trovare a sinistra una traccia di sentiero che sale sulla reale vetta del Monte Barro (o Monte Crabbia) pertanto abbandoniamo la strada e iniziamo a salire nel bosco. In pochi minuti raggiungiamo la vetta identificata da un grosso ometto. Purtroppo, le piante ostruiscono la visuale sul Massone. Ritorniamo sulla strada e proseguiamo in discesa tra denti di cane e viole.

Giunti dopo circa dieci minuti ad un bivio lasciamo la strada principale che scende dritta ad Agrano per svoltare a destra sul sentiero n. 5 verso Pratolungo. Oltrepassiamo un piccolo laghetto e rimanendo sempre sulla strada principale continuiamo a perdere quota raggiungendo i prati alti di Pratolungo e le loro fioriture.

Giunti in paese svoltiamo a sinistra, oltrepassiamo il lavatoio e la Chiesa di San Grato per abbandonare la strada asfaltata e scendere a destra e imboccare il sentiero bianco (sentiero n.6) verso Agrano.

La camminata, praticamente in piano, è piacevole e la strada è completamente circondata da una fioritura spettacolare di anemoni e primule. Oltrepassiamo un paio di aziende agricole e giunti all’altezza di Pescone lasciamo la strada principale per svoltare a destra e dopo un breve tratto incrociamo una strada asfaltata che seguiamo a destra verso il paese.

Giunti al ponte sul torrente Pescone non lo attraversiamo ma imbocchiamo la strada che sale sulla sinistra e che presto si trasforma in sentiero. In un paio di minuti arriviamo ad un bivio dove scendiamo a destra per andare a vedere la cascata del torrente Pescone sorprendentemente bella. Ci fermiamo qui per una pausa pranzo rinfrescante al termine della quale ripercorriamo il sentiero fino all’ultimo bivio ma questa volta proseguiamo a destra in salita. Passiamo sotto una condotta forzata e in una decina di minuti incrociamo la strada asfaltata che sale all’Alpe Selviana. La seguiamo verso destra e raggiungiamo la bella cappella con la fontana e poco oltre il punto panoramico da dove si può ammirare il Lago d’Orta, la vallata ma anche la vetta del Monte Barone ancora innevata.  

Dopo una breve tappa riprendiamo il cammino ridiscendendo lungo l’asfalto. Ignoriamo il sentiero dal quale siamo saliti e proseguiamo sulla strada fino a giungere alla Sorgente Purò dalla quale sgorga un’acqua freschissima. Riempite le borracce continuiamo la discesa fino a giungere ad Agrano. A questo punto non resta che dirigerci verso la chiesa di S. Maiolo dove, nella cappella sul lato della chiesa, giace la teca di vetro con le spoglie della “Morta di Agrano”. Ovviamente questa tappa è da valutare in base all’età e alla sensibilità dei più piccoli.

Riprendiamo il cammino verso l’uscita del paese, passiamo accanto al cimitero e attraversiamo la strada asfaltata. Da qui si gode di una bella vista sul monte Massone, sul Monte Cerano, sul Poggio Croce e in secondo piano a destra sul Proman e il Lesino.

Di fronte alle strisce pedonali parte il sentiero del rientro. Ignoriamo la Via delle Querce sulla destra per proseguire sul sentiero 2 per Crabbia mantenendo la destra ai due bivi successivi. Le indicazioni sono sempre presenti anche se a volte ci lasciano perplessi (in realtà è corretto 25’). Proseguiamo in piano nel piacevole bosco con scorci sul lago e sul Massone rimanendo sempre sulla mulattiera principale ignorando i sentieri che di volta in volta si staccano a monte. Prima di arrivare alle prime case di Crabbia la stradina è costeggiata da un bel muretto a secco ad annunciare imminente paese. In pochi minuti arriviamo alle case e al bivio con via ai Monti di questa mattina, non ci resta che proseguire dritto e raggiungere la chiesa di S. Martino di fronte alla quale abbiamo parcheggiato l’auto.

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N 45.829349° E 8.400528°   

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Leggende storia e curiosità

La Morta di Agrano

Nell’anno 1792, nella fossa comune delle donne del cimitero di Agrano, fu trovato il cadavere di una donna sconosciuta ancora integro che, secondo la leggenda, aveva una mano sul petto e l’altra nell’atto di benedire. Questo ritrovamento, considerato miracoloso, creò grande scalpore nella piccola comunità di Agrano che iniziò a venerarla come protettrice.

Inizialmente esposta legata al muro della cappella dell’ossario della Chiesa di S. Maiolo di Agrano con del fil di ferro, nel 1897, per preservarla dall’inevitabile degrado, fu traslata in una teca in vetro e legno donata dai devoti.

Grazie alle numerose voci di credenti che raccontarono di aver ricevuto favori o prodigi dalla “Morta di Agrano”, la sua fama si estese anche fuori dal territorio di Agrano.

Nel corso degli anni però, la mummia iniziò a degradarsi così un gruppo di agranesi ed il parroco della Chiesa di S. Maiolo decisero di intervenire e coi fondi raccolti dal 2007 al 2009 fu sottoposta a restauro conservativo. Dal 12-9-2009 “La morta di Agrano”, fu sistemata all’interno di una nuova teca ermetica, nella sua cappella di origine, dove potrà continuare a far riflettere i visitatori anche negli anni a venire.

Fonte: Intangible Search – Inventario del patrimonio immateriale delle regioni alpine