Al momento stai visualizzando Val d’Ega – Sentiero di Agatha Christie e Labirinto di Latemar
Latemar sempre più vicino

Descrizione

Quota iniziale : 1607 m
Quota finale: 1906 m
Dislivello: 339 m comprese le perdite di quota
Distanza totale A/R: 7,52 km
Tempo: 2:30 h

Anche oggi il tempo è incerto pertanto optiamo per un’escursione non molto lunga ma comunque molto bella e interessante lungo il sentiero dedicato ad Agatha Christie e successivamente il Labirinto di Latemar.

Lasciata l’auto nei parcheggi gratuiti degli impianti di risalita di Carezza ripercorriamo per circa 500 m la strada asfaltata fino all’ingresso del Grand Hotel Karezza dove la famosa scrittrice di romanzi Agatha Christie (1890-1976) soggiornò e si mostrò entusiasta della zona e del paesaggio. Nel suo romanzo “Poirot e i quattro” (titolo originale The Big Four) descrisse il labirinto roccioso del Latemar in cui si era nascosta una banda di banditi.

Proprio di fronte all’ingresso dell’hotel si trova una stradina chiusa da una sbarra, poche decine di metri oltre la sbarra che limita il transito troviamo una deviazione sulla destra e l’inizio del sentiero 18. Prendiamo questo sentiero che in breve attraversa una sterrata che ignoriamo proseguendo in salita nel bosco allietati dalla vista del Catinaccio.

Dopo 20 minuti circa di cammino incontriamo il primo bivio dove teniamo la sinistra. Poco dopo incontriamo un altro bivio e anche qui teniamo la sinistra così da percorrere il labirinto in senso orario e affrontarlo in salita che secondo noi è più semplice. Proseguiamo nel bosco fino ad arrivare ad un altro bivio, giriamo a destra e imbocchiamo il sentiero 20 del labirinto che scende leggermente fino ad una radura da dove si ha una splendida vista sulle pareti del Latemar.

Dopo un tratto nel bosco eccoci finalmente all’ingresso del labirinto. Il sentiero man mano che si procede diventa sempre più stretto e a tratti impervio pur rimanendo sempre facilmente praticabile. È un vero e proprio paradiso per i bambini che possono scatenare il loro spirito di avventura cercando gli ometti e le tracce di vernice sui sassi. Alcuni passaggi sono un po’ strettini, in altri bisogna aiutarsi con le mani ma sempre senza difficoltà e con molto divertimento per grandi e piccini.

Quando ormai siamo quasi arrivati nel punto più alto ci fermiamo per dare un’occhiata al percorso appena fatto. Riprendiamo a salire gli ultimi quaranta metri ed incontriamo alcuni passaggi in cui occorre appoggiare le mani e dare un piccolo aiutino a Toby e altri un po’ strettini, ma in breve eccoci arrivati al punto più alto proprio sotto le pareti del Latemar.

Di fronte a noi il Catinaccio e lo Sciliar si mostrano in tutta la loro bellezza. Dopo una breve pausa per godersi il panorama riprendiamo il nostro giro che ci porta sempre più vicino alle pareti del Latemar. Presto il sentiero entra nel bosco e scende dolcemente verso valle fino ad incontrare una sterrata che seguiamo verso destra. Dopo pochi minuti giungiamo ad un bivio con una bacheca informativa dove possiamo leggere la leggenda del lago di Carezza. Le possibilità sono due proseguire dritto sulla strada sterrata verso il Lago di Carezza oppure prendere il sentiero sulla destra che taglia nel bosco verso il sentiero dell’andata. Decidiamo per questa ultima opzione fino ad arrivare al bivio incontrato in salita e ripercorrere l’ultimo tratto della passeggiata sul sentiero della salita.

 

Galleria Foto

Cartina e indicazioni stradali

Accesso stradale: Autostrada A22 uscita Bolzano Nord. Girare a destra sulla SS12 e proseguire per circa 1 km. Prima del tunnel prendere la rampa a destra seguendo le indicazioni per la Val d’Ega. Alla rotonda prendere la SS241 alla terza uscita e proseguire per 24 km circa fino all’ampio parcheggio gratuito degli impianti di risalita di Carezza.
Coordinate parcheggio:  N 46.406988° E 11.591646°

Profilo e traccia GPS

Powered by Wikiloc

Video Traccia 3D

Leggende storia e curiosità

Leggenda delle pope del Latemar

Era una tiepida serata d’estate. Alcuni pastorelli, ormai stanchi dalla giornata, iniziarono a radunare il bestiame, quando passò di lì un uomo anziano. Aveva perso il suo coltello e chiese se i bambini l’avevano trovato. Dissero di non aver visto nulla e l’uomo si allontanò triste verso il Latemar. La piccola Minega scrutò tra i fiori un coltello dal manico dorato e si affrettò a rincorrere l’uomo per ridarglielo. La gioia del vecchio fu così grande che promise alla giovane ritrovatrice di soddisfare un suo desiderio. Minega desiderava tanto una bambola. “Bene” disse il vecchio, “torna qui domani insieme agli altri bambini, che oggi erano con te e io vi mostrerò una schiera di bambole. Potrete scegliere la più bella. Ora non c’è più tempo, devi andare a casa, perché si fa sera e le streghe cattive a quest’ora scendono giù dalle rocce”.

La bambina s’incamminò in fretta verso casa e per strada raccontò la sua avventura a una forestiera che disse: “Che bambina fortunata che sei. Il vecchio é molto ricco e ha oltre alle bambole con vestiti di seta, anche bambole con vestiti di broccato con le corone d’oro. Se domani dovesse presentarti soltanto le bambole con i vestiti di seta, non devi accontentarti, ma devi dire:

Pope de preda con strazze de seda ste lí a vardar el Latemar!”

Il giorno dopo Minega e gli altri pastorelli si recarono al Latemar e udirono in alto uno strano rumore: alzarono gli occhi e in cielo si aprì un pesante portone ed improvvisamente uscì un corteo di bambole con abiti di seta bianca, gialla e rossa. I bambini rimasero a bocca aperta a guardare questo curioso spettacolo. Dopo qualche istante la bambina recitò il verso suggerito dalla forestiera e subito sentirono un fischio e un sibilo dalla montagna. Dal Bosco giunsero risate cupe e le bambole s’irrigidirono trasformandosi in pietra. Ancora oggi si possono vedere brillare alla luce del sole gli splendidi vestiti di seta colorati delle bambole di pietra.

tratto da www.provinz.bz.it/daksy/it/fiabe/latemar.html